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Thailandia e Vietnam si Muovono per Regolamentare le Criptovalute Mentre il Sudest Asiatico Rafforza la Supervisione

2026/01/22 20:08

Mentre la Thailandia sta espandendo l'accesso ai prodotti d'investimento in criptovaluta regolamentati, il Vietnam ha iniziato i passi operativi verso la concessione di licenze per le piattaforme di trading di asset digitali, segnalando un più ampio cambiamento regionale verso mercati crypto supervisionati.

Punti chiave

  • La Thailandia sta preparando nuove regole per supportare ETF crypto, futures e asset tokenizzati
  • Il Vietnam ha aperto le domande di licenza per le piattaforme di trading crypto
  • Entrambi i paesi mirano a canalizzare la domanda verso mercati regolamentati, non a vietare le criptovalute
  • La spinta regolamentare arriva in un contesto di venti contrari economici in tutto il Sud-Est asiatico

La Thailandia fa progressi con gli ETF crypto e i futures in un contesto di tensione economica

La Thailandia sta rimodellando il suo quadro normativo per gli asset digitali come parte di una strategia per indirizzare la domanda degli investitori verso mercati supervisionati, preservando al contempo la stabilità finanziaria. La Securities and Exchange Commission thailandese sta redigendo un nuovo insieme di regolamenti la cui pubblicazione è prevista all'inizio di quest'anno, volti a supportare gli ETF crypto, il trading di futures crypto e gli strumenti d'investimento tokenizzati.

Jomkwan Kongsakul, vice segretario generale della SEC thailandese, ha dichiarato che le linee guida formali per gli ETF crypto sono previste nei prossimi mesi, dopo l'approvazione di principio concessa l'anno scorso. Nel quadro proposto, le società di gestione patrimoniale collaborerebbero con gli exchange crypto autorizzati per sviluppare ETF che potrebbero essere quotati alla Borsa della Thailandia.

Parallelamente, la SEC sta lavorando per riconoscere gli asset digitali come una classe di asset sottostanti ai sensi del Derivatives Act, il che consentirebbe ai futures crypto di essere scambiati sul Thailand Futures Exchange. I regolatori stanno inoltre ampliando la regulatory sandbox per consentire agli emittenti di bond-token di testare prodotti sotto supervisione.

La SEC thailandese ha indicato che gli investitori ad alto rischio potrebbero allocare circa il 4–5% dei portfolio agli asset digitali, stringendo al contempo la supervisione sugli influencer finanziari e richiedendo licenze per chiunque fornisca raccomandazioni d'investimento. Il governo ha inoltre annunciato piani per emettere il suo primo green token per supportare il finanziamento focalizzato su ambiente, società e governance.

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Questa spinta regolamentare arriva mentre la Bank of Thailand avverte che la competitività economica si sta indebolendo. Un baht forte, le tariffe statunitensi, l'elevato debito delle famiglie e l'incertezza politica dovrebbero pesare sulla crescita fino al 2026.

Il Vietnam apre la finestra di licenza per le piattaforme crypto regolamentate

Il Vietnam, nel frattempo, ha compiuto un passo concreto verso il lancio di un mercato crypto regolamentato aprendo le domande per le licenze per gestire piattaforme di trading di asset digitali. La State Securities Commission del Vietnam ha confermato che le domande vengono accettate in seguito alle nuove procedure amministrative emesse dal Ministero delle Finanze del Vietnam ai sensi della Decisione n. 96.

La mossa attiva il programma pilota quinquennale del Vietnam per un mercato crypto supervisionato, pianificato da tempo. Segue l'entrata in vigore della Legge sull'industria della tecnologia digitale, che per la prima volta definisce gli asset digitali e crypto nella legislazione vietnamita. Sebbene gli asset crypto siano riconosciuti come proprietà, rimangono esclusi dallo status di moneta legale e non possono essere utilizzati come mezzo di pagamento.

L'interesse da parte delle istituzioni finanziarie nazionali sta ora emergendo. I rapporti dei media locali indicano che circa 10 società di securities e banche hanno dichiarato pubblicamente la loro disponibilità a richiedere licenze, tra cui SSI Securities, VIX Securities e le principali banche come Military Bank, Techcombank e VPBank.

Tuttavia, il quadro del Vietnam rimane tra i più restrittivi della regione. I richiedenti devono essere entità vietnamite con un capitale versato minimo di 10 trilioni di dong (circa 380 milioni di dollari), con almeno il 65% detenuto da azionisti istituzionali e la proprietà straniera limitata al 49%. L'emissione di asset crypto garantiti da fiat o titoli è inoltre vietata nel regime pilota.

Un cambiamento regionale verso l'adozione controllata delle criptovalute

Considerate insieme, la Thailandia e il Vietnam illustrano una tendenza più ampia del Sud-Est asiatico: i governi non stanno più discutendo se le criptovalute debbano esistere, ma quanto strettamente debbano essere regolamentate. Espandendo i prodotti regolamentati e imponendo al contempo rigorosi requisiti di licenza e capitale, entrambi i paesi stanno cercando di catturare la domanda degli investitori senza amplificare il rischio sistemico.

Se questi quadri pilota si evolveranno in regimi crypto permanenti e più aperti dipenderà probabilmente da quanto efficacemente i regolatori bilanceranno innovazione, protezione degli investitori e stabilità economica negli anni a venire.


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