Un tribunale del Delaware ha stabilito che una causa derivata degli azionisti contro Brian Armstrong, il membro del consiglio Marc Andreessen e altri direttori di Coinbase può procedere, nonostante un'indagine interna abbia precedentemente scagionato gli imputati da qualsiasi illecito.
La decisione mantiene viva uno dei casi di governance più significativi legati a un importante exchange crypto statunitense.
La sentenza si concentra non su un accertamento di responsabilità, ma su se il processo interno dell'azienda per archiviare il caso fosse sufficientemente indipendente e privo di conflitti.
Il cancelliere del Delaware Kathaleen St. J. McCormick ha negato una mozione per archiviare la causa presentata da un comitato speciale per il contenzioso (SLC) formato dal consiglio di Coinbase. Sebbene il comitato abbia concluso che proseguire il caso non fosse nell'interesse dell'azienda, il tribunale ha sollevato preoccupazioni sull'indipendenza del comitato.
Nella sua opinione, il giudice McCormick ha evidenziato potenziali conflitti di interesse, notando che un membro del comitato aveva ampi legami professionali con Andreessen, così come con lo studio legale che ha condotto l'indagine. Queste relazioni, ha scritto, erano sufficienti per sollevare dubbi sul fatto che il comitato potesse esercitare un giudizio imparziale, giustificando il rigetto della mozione di archiviazione.
La causa, presentata per la prima volta nel 2023, sostiene che gli insider di Coinbase abbiano utilizzato informazioni materiali non pubbliche per vendere azioni per un valore superiore a 2,9 miliardi di dollari durante e subito dopo la quotazione diretta dell'azienda nel 2021. Secondo la denuncia, queste vendite hanno permesso agli insider di evitare perdite superiori a 1 miliardo di dollari mentre le azioni di Coinbase diminuivano nei mesi successivi.
Il documento dettaglia le transazioni individuali, sostenendo che Brian Armstrong abbia venduto circa 291,8 milioni di dollari in azioni, mentre Marc Andreessen, attraverso Andreessen Horowitz, ha venduto circa 118,7 milioni di dollari. Gli imputati hanno negato qualsiasi illecito, sostenendo che le vendite erano pre-pianificate e correttamente comunicate.
Una causa correlata presentata alla fine del 2025 ha ampliato le accuse, sostenendo che i dirigenti di Coinbase abbiano occultato debolezze nella conformità Know Your Customer (KYC) e Anti-Money Laundering (AML), così come la gravità delle indagini normative in corso. I querelanti sostengono che queste omissioni abbiano contribuito a gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni di Coinbase, a danno degli azionisti pubblici.
Queste affermazioni rimangono non provate, ma la sentenza del giudice McCormick consente loro di procedere attraverso ulteriori fasi processuali.
La decisione arriva in un contesto legale complesso per Coinbase. Nel febbraio 2025, la U.S. Securities and Exchange Commission ha accettato di archiviare la sua principale azione civile contro l'azienda con pregiudizio, a seguito di un cambiamento nella posizione normativa sotto l'amministrazione Trump.
Separatamente, citando quelle che ha descritto come sentenze "imprevedibili" nel Delaware, Coinbase ha annunciato piani alla fine del 2025 per trasferire la sua registrazione legale in Texas, cercando un ambiente aziendale più favorevole alle imprese.
Pur consentendo al caso di procedere, il giudice McCormick ha sottolineato che la sua sentenza non determina la colpevolezza. Ha notato che il rapporto del comitato speciale per il contenzioso ha presentato una "narrazione convincente" in difesa dei direttori, lasciando aperta la possibilità che possano ancora prevalere al processo.
Per ora, la decisione garantisce che la leadership di Coinbase continuerà ad affrontare il controllo giudiziario sull'insider trading e sulle pratiche di governance legate al suo debutto sul mercato pubblico, un risultato con implicazioni che si estendono ben oltre una singola azienda nel settore crypto.
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