Non è un semplice rimbalzo tecnico. Il ritorno dell’oro sopra quota 4.920 dollari l’oncia, con un picco a 4.926,45 dollari…Non è un semplice rimbalzo tecnico. Il ritorno dell’oro sopra quota 4.920 dollari l’oncia, con un picco a 4.926,45 dollari…

Perché i trader speculano su un rialzo dell’oro? Analisi e prospettive

2026/02/18 23:40
7 min di lettura

Non è un semplice rimbalzo tecnico. Il ritorno dell’oro sopra quota 4.920 dollari l’oncia, con un picco a 4.926,45 dollari (+1%), segnala che il mercato sta costruendo posizioni in anticipo rispetto a un possibile cambio di regime macro. Dopo due sedute di correzione, i compratori sono tornati con decisione, mentre i desk istituzionali rivalutano lo scenario su tassi, crescita e rischio geopolitico.

Perché quindi i trader stanno speculando su un nuovo rialzo del metallo giallo? La risposta è multipla: politica monetaria, timori sulla tenuta dell’economia globale, struttura tecnica ancora impostata al rialzo e dinamiche di portafoglio difensive.

Fed e tassi: il catalizzatore principale

Il primo driver resta la Federal Reserve. Le ultime dichiarazioni dei membri del board hanno riaperto il dibattito sul timing dei tagli.

Il governatore Michael Barr ha indicato che i tassi dovrebbero restare invariati ancora “per un po’”, finché l’inflazione non mostrerà progressi convincenti verso il 2%. Tuttavia, il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha lasciato spazio a uno scenario più accomodante: se il processo disinflazionistico continuerà, ulteriori riduzioni potrebbero arrivare entro la fine dell’anno.

Il mercato sta già scontando questa possibilità. Le attese implicite indicano un possibile taglio già a giugno, con ulteriori interventi nel 2026.

Perché questo driver sostiene l’oro? Il gold non distribuisce cedole. Quando i rendimenti reali scendono, il costo opportunità di detenere metallo fisico o ETF sull’oro diminuisce. In altre parole, con tassi in discesa, l’oro diventa relativamente più attraente rispetto ai Treasury.

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Dati macro in arrivo: il mercato si copre in anticipo

Gli investitori attendono ora i verbali del FOMC e i dati chiave su Pil e PCE. Il PCE, in particolare, è l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed.In questa fase, i trader professionali non aspettano la conferma dei numeri: si posizionano prima. Se il Pil dovesse rallentare e il PCE confermare una discesa dell’inflazione, la narrativa dei tagli diventerebbe dominante. Al contrario, dati forti potrebbero generare volatilità, ma difficilmente cambierebbero la visione di medio periodo se il trend disinflazionistico resta intatto.

La speculazione sull’oro riflette proprio questa asimmetria: il potenziale rialzista in caso di sorpresa “dovish” appare superiore al rischio ribassista di breve termine.

Scenario macro: paura di rallentamento economico

Un altro elemento chiave è la crescente percezione che l’economia globale possa entrare in una fase più fragile. Gli investitori iniziano a prezzare scenari meno lineari di crescita.

Quando il ciclo economico perde slancio, l’oro tende a beneficiare di flussi difensivi. Non si tratta solo di inflazione, ma di copertura contro shock sistemici.

Molti analisti ritengono che, se le tensioni geopolitiche e i timori sull’inflazione globale dovessero protrarsi, la domanda di oro potrebbe diventare strutturale e non più episodica.

Geopolitica: meno tensione, ma rischio latente

È vero che alcuni fronti internazionali mostrano segnali di distensione: i colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno registrato progressi sui cosiddetti “principi guida” a Ginevra e il dialogo trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina viene percepito come un tentativo di stabilizzazione.

Questo ha temporaneamente ridotto la pressione sui beni rifugio e favorito un clima più costruttivo sui mercati azionari.

Tuttavia, per gli operatori professionali la variabile geopolitica resta un rischio latente. L’oro, in questa fase, viene mantenuto in portafoglio come assicurazione contro eventi imprevisti, anche se il sentiment globale appare più disteso.

Il ruolo del dollaro: fattore di contenimento ma non decisivo

Il dollaro statunitense mantiene un tono moderatamente positivo. Un biglietto verde forte tende a limitare l’estensione dei rialzi dell’oro, perché aumenta il costo del metallo per gli investitori non USA.

Eppure, nonostante questo ostacolo, l’oro continua a mantenere un’impostazione costruttiva sopra area 4.900 dollari. Questo suggerisce che la domanda sottostante resta solida e che il driver principale non è valutario ma macro-finanziario.

Perchè usare IC Markets per fare trading sull’oro

Per fare trading sull’oro non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tutti i broker consentono di operare su XAU/USD ma solo i pochi offrono condizioni particolarmente interessanti. IC Markets è tra questi Soprattutto per chi adotta strategie attive, questo broker può fare la differenza.

Tanto per iniziare ci sono gli spread contenuti, elemento cruciale quando si fa scalping o intraday. Spread ridotti significano costi di ingresso e uscita più bassi, con un impatto diretto sulla redditività nel breve periodo.

Altro fattore determinante è la velocità di esecuzione. IC Markets utilizza infrastrutture con accesso diretto alla liquidità (modello ECN), riducendo il rischio di slippage nei momenti di alta volatilità, frequenti sull’oro durante dati macro o decisioni della Fed.

Il broker offre inoltre elevata liquidità e operatività 24/5, permettendo di sfruttare movimenti generati da eventi globali in qualsiasi fascia oraria.

Dal punto di vista operativo, IC Markets mette a disposizione MetaTrader 4, MetaTrader 5 e cTrader, piattaforme adatte sia al trading manuale sia a quello algoritmico. Quest’ampia gamma di piattaforme lo rende interessante per trader tecnici e sistematici.

Infine, la regolamentazione in giurisdizioni solide e una struttura commissionale trasparente contribuiscono alla percezione di affidabilità.

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Analisi tecnica: struttura rialzista di fondo

Dal punto di vista tecnico, il quadro resta favorevole nel medio-lungo termine. L’oro quota sotto la media mobile a 20 periodi (4.949 dollari), che rappresenta una resistenza di breve, ma resta ben al di sopra della MA-50 (4.780 dollari) e della MA-200 (4.098 dollari). Questo conferma un bias rialzista strutturale.

L’impressione è che se il breve termine è contrastato, il medio periodo resta impostato al rialzo.

Lato operativo, nel breve termine, il metallo potrebbe oscillare in una fascia compresa tra 4.943 e 5.213 dollari dove quota 4.943 dollari è il supporto chiave e 5.213 dollari è la resistenza strategica. Lo sfondamento di quest’ultima potrebbe innescare un’accelerazione degli acquisti, attirando anche capitali quantitativi e trend follower mentre la rottura al ribasso del supporto a 4.943 dollari aumenterebbe la pressione ribassista nel breve

Da tenere conto che i quattro principali indicatori settimanali (RSI, ADX, MACD e MA-50) sono tutti improntati al rialzo.

Prospettive di trading sull’oro: rally tattico o nuovo ciclo rialzista?

Il punto è capire se si tratta di un semplice movimento tattico o dell’inizio di una nuova gamba rialzista strutturale.

La risposta dipende da vari fattori: dalla velocità dei tagli Fed (e dalla profondità), dalla persistenza delle tensioni geopolitiche e dalla tenuta della crescita globale.

Se l’economia dovesse rallentare più del previsto e la Fed fosse costretta a intervenire con decisione, l’oro potrebbe entrare in una fase di apprezzamento più ampia e duratura.

Al contrario, un soft landing ordinato e mercati azionari in forte espansione potrebbero limitare l’entità del rally.

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Come si stanno muovendo i trader

Tirando le somme: i trader stanno speculando su un rialzo dell’oro perché vedono convergere diversi elementi: attese di allentamento monetario, rischio macro crescente, struttura tecnica costruttiva e domanda difensiva latente.

Nel breve periodo è probabile una fase di consolidamento. Nel medio termine, però, il metallo mantiene una configurazione favorevole.

Oramai da tempo l’oro non è solo speculazione direzionale, ma è strumento di diversificazione e copertura. In uno scenario in cui l’incertezza resta elevata, il metallo giallo continua a rappresentare un asset con funzione assicurativa e potenziale di apprezzamento. Ed è proprio questa combinazione — difesa e upside — che spiega perché il mercato sta tornando a comprarlo con convinzione.

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