Le azioni doValue stanno festeggiando in borsa i risultati preliminari 2025 con un balzo del 7% a 2,44 euro che consente di tagliare in modo drastico il rosso mensile (ora pari all’11%). Un recupero significativo che va però letto nel contesto di una performance annua ancora brillante: il titolo resta infatti in rialzo del 40% anno su anno.
Il rally odierno è chiaramente correlato alla presentazione dei conti 2025, che hanno battuto i target e si sono posizionati nella fascia alta della guidance in termini di redditività, generazione di cassa e riduzione della leva finanziaria.
Per un titolo che negli ultimi mesi ha alternato fasi di entusiasmo a prese di beneficio, il superamento degli obiettivi può essere considerato un elemento di conferma importante, soprattutto in vista dell’operazione M&A su coeo, ormai alle battute finali. Ma vediamo tutto nel dettaglio.
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Nello specifico, il 2025 di doValue si è chiuso con un Gross Book Value (GBV) stabile e elevato a 136 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 135,7 miliardi di fine 2024. Le collection hanno raggiunto 5,5 miliardi di euro, in aumento del 14,5% su base annua, grazie al contributo dei portafogli di nuova generazione di Gardant e a una crescita diffusa in tutti i mercati: 2,8 miliardi in Italia, 2 miliardi nella Regione Ellenica e 0,7 miliardi in Spagna. Il collection rate annuo si è invece attestato al 4,2%, leggermente sotto il 4,3% del 2024, riflettendo ritardi temporanei nell’avvio di nuovi portafogli in Grecia.
Scendendo nel conto economico, i ricavi lordi sono saliti a 580,4 milioni di euro, con un incremento del 21,1% su base annua. Un dato particolarmente rilevante è il peso crescente delle attività non-NPL, che oggi rappresentano il 36% dei ricavi complessivi. Questo trend conferma il riposizionamento strategico verso segmenti a maggiore crescita e minore volatilità, destinati a rafforzarsi ulteriormente con l’integrazione di coeo.
Ancora l’EBITDA adjusted (escluse componenti non ricorrenti) ha raggiunto 217,2 milioni di euro, in crescita del 31,8% e nella fascia alta della guidance compresa tra 210 e 220 milioni. Un risultato ottenuto anche grazie alla rapida attivazione delle sinergie legate all’integrazione di Gardant e al mix più favorevole di ricavi.
Sul fronte della bottom line, l’utile netto contabile è risultato negativo per 8,2 milioni, penalizzato da elementi straordinari quali costi di emissione obbligazionaria, oneri di transazione M&A legati a coeo e costi di ristrutturazione. Tuttavia, l’utile netto ordinario, al netto delle componenti non ricorrenti, è più che triplicato a 25,3 milioni di euro, dimostrando la solidità della redditività operativa anche in presenza di maggiori ammortamenti e oneri finanziari. Per investitori orientati ai fondamentali, è questo il dato che conta.
Un altro elemento che ha sostenuto il rally di doValue potrebbe essere la forte generazione di cassa, superiore alla guidance di 60-70 milioni. La capacità di trasformare l’EBITDA in flussi di cassa concreti ha consentito al gruppo di ridurre in modo significativo l’indebitamento.
E a proposito di debito, al 31 dicembre 2025, l’indebitamento netto della quotata risultava pari a 438,6 milioni di euro, in calo dai 514,4 milioni del 2024. La leva finanziaria netta è quindi in ribasso da 2,4x a 2,0x, miglioramento che rafforza il profilo di rischio del gruppo e offre maggiore flessibilità in vista di nuove operazioni strategiche.
Per un business come quello del servicing e della gestione crediti, caratterizzato da elevata leva operativa, la riduzione dell’indebitamento rappresenta un segnale chiave di disciplina finanziaria. Non a caso, il management ha confermato che la proposta di dividendo sarà in linea con la dividend policy del gruppo, coerentemente con la crescita dell’utile ordinario.
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Sul fronte strategico, l’acquisizione di coeo Group da parte di doValue è sempre più vicina al closing. Tutte le autorizzazioni regolamentari sono state ottenute, ad eccezione di quella tedesca, attualmente in fase di revisione. Si tratta dell’ultimo passaggio formale prima del perfezionamento dell’operazione. Il ritardo non incide su struttura, razionale strategico o fattibilità dell’acquisizione, e le parti restano impegnate a completare il deal.
L’integrazione di coeo è centrale nel piano di crescita. A seguito dell’accordo, doValue ha aggiornato i target 2026 prevedendo ricavi consolidati intorno a 800 milioni di euro e un EBITDA proforma di circa 300 milioni, con una leva finanziaria aggregata stimata intorno a 2,2x al lordo dei dividendi.
La visibilità sul nuovo business è supportata da una pipeline commerciale a 18 mesi stimata in circa 50 miliardi di euro, diversificata per area geografica e asset class. Si tratta di un elemento che offre maggiore prevedibilità sui volumi futuri e rafforza la tesi di investimento in un’ottica di medio periodo.


